Ruvida la notte
ha croci che portano la lingua
a un piano superiore dove
ciclica si estende
la meraviglia di molecole lente
affannate dal rilascio di saliva
sull’apertura di una schiena stellata.
Carica è questa notte
di denti cresciuti in saette
di morsi e lampi e mosche suicide,
carica è
con i suoi segreti disegni
e con la rabbia custode
di ombre perpendicolari al ricordo del sole.

È in questo angolo di arsura
che bramo della poesia la schiuma,
è di questo angolo la questione
di averla ingombro tra scapole e sterno.

rsk