a Nicola

Madre perdonami
se mi hanno trovato così, appeso
come fossi un sonaglio
di quelli che trovi alle bancarelle
del mercatino etnico.
Perdonami se la mia vita
si è fatta talmente pesante da scivolarmi dalle dita,
se non ci saranno più progetti
e impeti di orgoglio per i successi,
se il mio sorriso d’ora in poi
sbiadirà insieme alla foto che tieni sul comodino.
Perdonami per quelli che credevo amici,
per coloro che invitati a casa nostra
ti hanno portato via tutto dall’armadio, pure
un pezzetto di tuo figlio.
Perdonami se ho venduto la tromba
che ho voluto suonare fin da bambino,
se ho barattato le sue note ormai vuote
con il desiderio di riempire sempre di più
la mia tomba.
Perdonami madre
se al parchetto alla fine di via Roma
pur stando in mezzo agli altri
io ero nessuno,
perdonami se ero in bambola
mentre loro mi sputavano e pisciavano addosso,
perdonali!
ora che io non posso
ora che sto sotto a un lembo di terra e fango
e rivivo
ogni istante in cui ho chiesto un gesto d’amore
e in cambio
ho ricevuto solamente un nodo ben stretto.

rsk