Mi chiedo dove sei
ora che il letto è sfatto
e il caffè ancora nella caffettiera, bruciato.
La scorsa notte
avremmo potuto scopare
e fare finta di niente, chiamarlo amore
e poi minimizzare
sul fatto che io abbia una testa di cazzo
a non volerti
nella mia solitudine di rabarbaro.
Ti auguro buongiorno,
da poco è iniziato l’anno nuovo
e vorrei che tu fossi il mio buon proposito,
il pane spezzato,
l’ennesimo orgasmo
dopo una giornata di lavoro.

rsk