C’è poesia

sopra il tavolo di lavoro

sotto il lavandino del bagno

dentro le chiavi del cancello

fuori dal centro storico

lungo il fiume di fango

attorno alla terra

vicino alle piste da sci

nascosta dietro la schiena

di fronte alla chiesa.

C’è poesia

in attesa della prima rata

nel file allegato

nel piatto di pasta

negli odori che non di sentono

nelle stanze di una nuova casa

sul fondo el barile

sul territorio nazionale

di fianco al futuro

a lato del mio corpo

dispersa nella posta indesiderata

nella memoria del cellulare.

C’è poesia

tra i libri che mi hanno dato

sul piano della cucina

nella foto di una nave

nella borsetta di una madre

dietro una maschera di protezione

sul viso di un amico

sopra il numero civico

in fondo alla pagina di login.

C’è poesia in tutto ciò

e in altro ancora.

Basta farla parlare.