Stasera, per un attimo

sul palcoscenico aperto

hai danzato per me.

Tra le povere scene di carta,

sotto le luci false,

nel frastuono di note e nel respiro

della folla piegata,

s’è fatta per un attimo

una pausa altissima,

un brivido di estatica purezza,

e hai sfiorato i tappeti

in un cielo d’aurora.

Sei stata per me, un attimo,

la raffica di musica

che da una porta schiusa

si riversa in un turbine

nella strada notturna.

Per un attimo solo,

in una luce splendida,

poi sei tornata nuda.

Ci lasciava settant’anni fa uno dei più grandi poeti italiani. Il mio personale tributo con questa sua poesia, di certo tra le mie preferite.