Sei l’alba del mio giorno

alta, oltre l’odore acre del limone chimico

con cui detergo

il carter di ogni mio palpito.

Mattina nitida

scia di elettroni nello scarto

sei lampo di verità

vita mossa al di là

di qualsiasi contratto umano.

Sei l’alba del mio giorno

anche dietro le saracinesche scure

e durante le ore 

in cui un controller FANUC

sagoma l’inerzia del mio movimento.

Risplendi ancora

sulle mie spalle appesantite di lavoro

risorgi ancora, dalle mie scapole

più forte di tutti i neon travestiti da sorgente.