Le orchidee stanno ferme a morire

mentre un convoglio merci tira dritto per la pianura

e il postino consegna le ultime lettere.

La pazienza del sole

ha portato frutti carichi di succhi

è tempo di vendemmia – anche di parole.

I ricordi fanno gara a non sbiadire lenti

sulla pelle, di nuovo

un certo tepore – è la tua mano

che mi viene a cogliere.

Mi dici di entrare.

La tenda antimosche svolazza

porta sentimento di spazio e libertà

e sa bene

che tra poco lascerà il posto alle persiane chiuse,

all’intonaco e alle ombre cinesi.

Dovremmo ritornare primitivi – aggiungi

stupirci davanti ai sortilegi

dei camini accesi. Io lì già ti vedo:

il tuo profilo disteso al fuoco

il riflesso giallo e rosso a farti da contorno.

È un invito alla poesia.